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CASA BAMBINI


Il progetto educativo, nelle sue linee generali, prevede l’accoglienza di bambini e/o bambine di età compresa tra zero e sei anni temporaneamente allontanati dalla famiglia e bisognosi di tutela e partecipazione educativa quando gli interventi di sostegno alle famiglie di appartenenza, si sono rivelati insufficienti per il mantenimento nell’ambiente familiare.

 

In questo contesto, la casa famiglia, può comunque costituire anche solamente una funzione di passaggio e verifica per tutte quelle situazioni in

cui, pur prevedendo il passaggio del minore ad un affidamento familiare o ad altra struttura, permangano disagi psicologici tali da sconsigliare il

passaggio diretto dalla famiglia naturale a quella affidataria.

 

Lo stile familiare è l’obiettivo di ogni azione dell’equipe educativa che quindi ripete regole e comportamenti di una famiglia allargata.

Le procedure che vengono attivate per l’accoglienza del minore prevedono innanzi tutto la possibilità di non accettare ingressi se questi possono

contrastare con il progetto educativo generale della casa ed in caso di accoglienza:  

  • Una fase iniziale di osservazione in cui l’equipe (responsabile, coordinatrice, educatrici) approfondiscono la conoscenza personale, ambientale e familiare dell’ospite al fine di poter individuare i suoi bisogni reali. In questa fase viene richiesta una stretta collaborazione con gli operatori dei servizi sociali di riferimento dell’ospite che manterranno gli eventuali rapporti con la famiglia di origine del minore;
  • Una fase successiva in cui verrà predisposto dalla struttura insieme con gli operatori dei servizi sociali di riferimento dell’ospite un progetto d’intervento educativo individuale.

Il progetto dopo una osservazione media di circa un mese si dovrà proporre di:

a) Attuare interventi per ogni singolo ospite, necessari per un normale processo di crescita fisica, psichica, intellettiva e relazionale;

 

b) Mantenere i rapporti dell’ospite con la famiglia di origine in modo da potervi permettere se possibile, il rientro oppure individuare altre soluzioni, sempre in collaborazione con gli operatori dei servizi sociali;

 

c) Valutare secondo il Progetto Educativo Individuale tempi e modi per le dimissioni;

  • La tenuta della documentazione personale nel rispetto della normativa sulla tutela della privacy ed indicante: dati anagrafici, condizioni iniziali dell’ospite al momento dell’ingresso, documentazione sanitaria, dati sulla evoluzione della crescita fisica, psichica ed intellettiva, corrispondenza con le istituzioni (servizi sociali, tribunale, ecc.);
  • Assegnazione di un educatore (tutor) che segua più da vicino degli altri operatori della casa il minore anche in tutti quegli aspetti amministrativi e sanitari che si presentano nell’ordinario ed osservazione dei comportamenti e dei rapporti con gli altri ospiti della casa, con il personale educativo ed i parenti durante le visite presso la casa;
  • Introduzione nelle strutture scolastiche adatte alla specifica età e conseguente osservazione dei comportamenti del minore con persone e coetanei diversi da quelli presenti nella casa;
  • Organizzazione di incontri anche fuori della struttura con i propri coetanei sia in attività organizzate dagli enti pubblici, sia presso le loro abitazioni (compleanni, festicciole, ecc.);
  • Assegnazione in una camera della casa del proprio posto letto in compagnia di coetanei dello stesso sesso;
  • Attività educative rivolte a scoprire e/o percepire: il senso del rispetto delle cose presenti nella casa, il rispetto degli oggetti degli altri bambini, la partecipazione attiva se l’età lo consente, alla preparazione della tavola per i pasti, la gioia come momento di felicità che può essere comunicato anche dagli altri bambini;
  • Preparazione del minore alla dimissione della casa anche con l’aiuto psicologico appropriato soprattutto nel caso che il minore non rientri nella famiglia naturale;

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CASA MAMME


Il progetto educativo, nelle sue linee generali, prevede l’accoglienza di gestanti o madri con figli temporaneamente allontanati dalla famiglia e

bisognosi di tutela e partecipazione educativa quando gli interventi di sostegno alle famiglie di appartenenza, si sono rivelati insufficienti per il

mantenimento nell’ambiente familiare.

 

In questo contesto, la casa famiglia, può comunque costituire anche solamente una funzione di passaggio e verifica per tutte quelle situazioni in

cui, pur prevedendo come primo obiettivo la possibilità di rientro nelle famiglie di origine del nucleo mamma-figli, permangano disagi psicologici o

sociali tali da sconsigliarne il rientro.

 

Lo stile familiare che si mantiene anche nella casa mamme è l’obiettivo di ogni azione del personale addetto che quindi deve ripetere regole e

comportamenti propri di una famiglia.

 

L’obiettivo che ci proponiamo di attuare con il nostro intervento nella relazione madre/bambino si può sintetizzare in questo modo:

    a) Offrire sostegno alla relazione madre/bambino a donne che si trovano in difficoltà di tipo sociale e/o economica;

    b) Offrire un’esperienza di vita comunitaria da intendere come occasione di maturazione personale e stimolo all’attivazione ed alla acquisizione di una certa autonomia personale da parte della madre;

 

Per questi motivi l’organizzazione della vita quotidiana è scandita dal ritmo e dalle regole della vita di gruppo, ogni madre è tenuta a provvedere

alle esigenze dei propri figli, alla pulizia della propria stanza e dei propri indumenti personali nonché delle aree in comune con le altre madri

presenti in struttura, alla cura di sé e dei propri figli ed alla preparazione dei pasti.

La vita quotidiana deve sempre essere impostata in modo rispettoso e nella consapevolezza dei propri e degli altrui diritti e doveri.

Le procedure che vengono attivate per l’accoglienza della madre o della gestante prevedono innanzi tutto la possibilità di non accettare ingressi se

questi possono contrastare con il progetto educativo generale della casa ed in caso di accoglienza:

 

  • Una fase iniziale di osservazione in cui l’equipe (responsabile, coordinatrice, educatrice) approfondiscono la conoscenza personale, ambientale e familiare dell’ospite al fine di poter individuare i suoi bisogni reali. In questa fase viene richiesta una stretta collaborazione con gli operatori dei servizi sociali di riferimento dell’ospite che manterranno gli eventuali rapporti con la famiglia di origine;
  • Una fase successiva in cui verrà predisposto dalla struttura insieme con gli operatori dei servizi sociali di riferimento dell’ospite un progetto d’intervento educativo individuale e/o di reinserimento nel tessuto sociale esterno.
  • La tenuta della documentazione personale nel rispetto della normativa sulla tutela della privacy ed indicante: dati anagrafici, condizioni iniziali dell’ospite al momento dell’ingresso, documentazione sanitaria, dati sulla evoluzione della crescita fisica, psichica ed intellettiva, corrispondenza con le istituzioni (servizi sociali, tribunale, ecc.);

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PROGETTO EDUCATIVO


Il progetto educativo dopo una osservazione media di circa un mese si propone di:

 

    a)Evitare che la donna gestante affronti la gravidanza, nascita e maternità o la crescita di uno o più figli in uno stato di isolamento ed emarginazione;

    b)Comprendere le peculiari esigenze della donna (gestante o madre);

    c)Tutelare una gravidanza, nascita o maternità attraverso l’organizzazione e la messa in atto di interventi sanitari, sociali, educativo-terapeutici;

    d)Preparare alla nascita od accompagnare nel cammino di mamma, che comporta la ridefinizione del ruolo della donna e dei rapporti con il nucleo familiare ed all’esterno di essi con i vari sistemi sociali;

    e)Preparare alla maternità nel senso di favorire e sostenere la relazione madre figlio e di aiutare la donna a comprendere e ad adeguarsi con delicatezza alle esigenze del neonato;

    f)Tutelare i figli delle madri ospiti attraverso una progettazione di interventi specifici qualora la madre non sia in grado di realizzare le condizioni per la crescita dei propri figli;

    g)Valutare secondo il Progetto Educativo Individuale tempi e modi per le dimissioni;

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Casa Famiglia "Piccoli Passi" O.N.L.U.S., Via Pozzarello 308/A 51015 Monsummano Terme (Pistoia)0572 954847info@casafamiglia.info